L’ultimo report Workplace&Employees Needs Monitor di Patrigest (Gruppo Gabetti) evidenzia un momento di profonda trasformazione per gli spazi di lavoro in Italia. Sebbene il 63% delle aziende abbia modificato o riorganizzato i propri uffici negli ultimi due o tre anni, il percorso verso un reale equilibrio tra produttività e benessere dei dipendenti è ancora parzialmente incompiuto.
Ecco le principali dinamiche che stanno ridisegnando il settore immobiliare direzionale:
⚙️ Interventi rapidi vs Visione strategica
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Approccio incrementale: La maggior parte degli interventi aziendali (41%) è stata episodica e mirata a soluzioni immediate e a basso impatto organizzativo, come la sostituzione dei PC o il miglioramento della climatizzazione di base.
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Cosa chiedono i lavoratori: Il voto medio dei dipendenti sui servizi aziendali si ferma a un modesto 5,2 su 10. Le priorità reali per chi vive l’ufficio ogni giorno sono l’ergonomia, la qualità dell’aria, il comfort acustico e la privacy, ad oggi spesso sacrificati a favore di spazi collettivi standard pensati solo per la produttività.
💻 Lo Smart Working si stabilizza
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Il lavoro agile ha ormai completato la sua fase di espansione travolgente e si è istituzionalizzato, coinvolgendo circa 3,58 milioni di lavoratori in Italia.
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La modalità ibrida è diventata una componente strutturale e irrinunciabile, soprattutto nelle grandi aziende. L’ufficio mantiene la sua centralità per quanto riguarda dotazioni ed ergonomia, mentre la casa viene preferita per silenziosità e privacy.
💎 Investimenti immobiliari: la qualità e le certificazioni ESG fanno la differenza
Il mercato degli uffici ha visto ridursi la sua quota sul totale degli investimenti immobiliari complessivi (stabilizzandosi intorno al 15% a favore di logistica ed e-commerce), ma la selezione qualitativa è diventata rigidissima:
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La spinta dei certificati: Le aziende cercano quasi esclusivamente spazi direzionali d’eccellenza, dotati di certificazioni internazionali come LEED, BREEAM, WELL e WiredScore.
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Il divario Milano-Roma: A Milano la transizione è guidata da una quota di locazioni certificate tra il 30% e il 40% del totale annuo. Roma mostra ampi margini di crescita e di riqualificazione, dato che gli immobili non certificati rappresentano ancora l’80-90% del patrimonio disponibile.
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I settori trainanti: Tech & IT, Banking & Finance, Consulenza, Farmaceutico ed E-commerce sono i comparti più attenti ai criteri ESG e disposti a investire in uffici di nuova concezione.




