Il 2025 si conferma un anno di resilienza e maturità per il real estate italiano. Nonostante un approccio più selettivo da parte degli investitori, il volume complessivo degli investimenti ha toccato i 12,4 miliardi di euro, allineandosi alle medie storiche di lungo periodo.
A dominare la scena è un mercato “a due velocità”: grande attenzione per gli asset prime e le operazioni di sistema, a fronte di una persistente prudenza sui segmenti secondari.
🏆 I Protagonisti del Mercato
L’analisi dei flussi di capitale per asset class evidenzia gerarchie chiare:
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Retail in vetta (3,45 mld €): Sorpresa dell’anno, trainata da centri commerciali e outlet. Tornano i “mega-deal” sopra i 400 milioni, segno di una rinnovata fiducia nei format fisici solidi.
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Logistica & Hospitality: Restano i pilastri del settore. La logistica punta su asset core e criteri ESG, mentre l’hôtellerie (2,1 mld €) vola grazie al segmento lusso (4 e 5 stelle).
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Uffici & Living: Gli uffici si stabilizzano su Milano e Roma, con un forte focus sulla riqualificazione. Il Living si conferma asset strategico per il futuro, spinto da student housing e rigenerazione urbana.
📍 Geografia e Capitali
La polarizzazione territoriale resta marcata: il Nord Italia (Lombardia in testa) catalizza la maggior parte delle operazioni. Roma mantiene il presidio su uffici e hospitality, mentre il Sud brilla nel retail e nel turismo.
Il dato più significativo riguarda la provenienza dei capitali: il 60% degli investimenti è internazionale, con investitori statunitensi ed europei che confermano l’attrattività del Bel Paese nel panorama globale.
In sintesi: Il mercato italiano oggi premia la qualità estrema e la solidità dei flussi di cassa. La sfida per il 2026 sarà la capacità di trasformazione urbana e l’integrazione dei criteri di sostenibilità nei portafogli esistenti.
Fonte: idealista



